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 Il Nuovo ISEE, nel definire l’Indicatore della situazione reddituale, prende in considerazione molti elementi in più rispetto a quello vecchio.

Tra le altre voci da dichiarare ci sono anche tutti i trattamenti assistenziali, previdenziali, indennitari, incluse le carte di debito, a qualsiasi titolo percepiti da amministrazioni pubbliche (se non già inclusi nel reddito complessivo dichiarato).

Tuttavia, come spiega bene Carlo Giacobini su Handylex, dal Decreto che ha approvato i modelli di dichiarazione DSU si evince che “vengono computate le sole provvidenze erogate dall’INPS e cioè, nel caso delle persone con disabilità, le pensioni, gli assegni e le indennità per minorazioni civili o per invalidità sul lavoro. Non vengono invece computate altre erogazioni assistenziali (quali ad esempio contributi per la vita indipendente o assegni di cura)“.

Questa interpretazione è confermata dalle istruzioni di compilazione della Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) fornite dall’INPS al punto 6.5 “Trattamenti assistenziali, previdenziali ed indennitari non soggetti a IRPEF e non erogati dall’INPS”

“Occorre indicare i trattamenti assistenziali, previdenziali ed indennitari non soggetti a IRPEF e non erogati dall’INPS.

Non costituiscono trattamenti e non devono perciò essere indicate le eventuali esenzioni e/o agevolazioni per il pagamento di tributi, le riduzioni nella compartecipazione al costo dei servizi, nonché le erogazioni di buoni servizio e/o voucher che svolgono la funzione di sostituzione di servizi.

Analogamente non devono essere indicati i contributi che sono erogati a titolo di rimborso spese, poiché assimilabili, laddove rendicontati, alla fornitura diretta di beni e/o servizi.

A titolo esemplificativo, non vanno indicati i contributi erogati a titolo di rimborso spese che la persona con disabilità e/o non autosufficienza ha la necessità di sostenere per svolgere le sue attività quotidiane (ad esempio i contributi per l’assistenza indiretta, vita indipendente, gli assegni di cura, i contributi per l’abbattimento delle barriere architettoniche, per l’acquisto di prodotti tecnologicamente avanzati o per il trasporto personale) sempre che il contributo sia erogato a fronte di rendicontazione delle spese sostenute”.

Assodato il principio generale, restano ancora da chiarire alcuni dubbi in merito a contributi che non prevedano la rendicontazione (per esempio il Fondo Gravi gravissimi della Regione FVG) o che siano riferiti a spese per collaboratori domestici e addetti all’assistenza personale per le quali è prevista anche una detrazione “fino all’ammontare delle prestazioni assistenziali”.

15 gennaio 2015
Nuovo ISEE: primi problemi e indicazioni utili

Dal 1° gennaio è entrato in vigore il nuovo ISEE (Indicatore della situazione economica equivalente) necessario per accedere ai benefici assistenziali concessi dagli enti pubblici. I vecchi ISEE, anche se con una data di validità posteriore, non vengono più accettati.

Situazione bloccata
Ad oggi, tuttavia, i Centri di assistenza fiscale (CAF), cui in genere si rivolgono i cittadini per ottenere questa certificazione, non sono in grado di rilasciarla in quanto non è ancora stata rinnovata la convenzione tra questi enti e l’INPS che, tra l’altro, fissa l’entità del rimborso che ricevono per ogni pratica.

Al momento, dunque, l’unica soluzione percorribile è quella di fare da soli, compilando e inviando la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) in via esclusivamente telematica collegandosi al sito Internet www.inps.it o mediante le postazioni informatiche selfservice che dovrebbero essere state attivate presso le sedi INPS.

In questo caso, però, è necessario essere in possesso del PIN dispositivo rilasciato dall’INPS per accedere ai servizi online (che si può richiedere nella sezione “II PIN on line” del sito INPS e il cui rilascio richiede alcuni giorni, poiché una parte della password viene inviata a mezzo posta).

Poichè il modello da compilare è piuttosto articolato, a meno che non vi sia la necessità di avere subito un ISEE, è forse consigliabile attendere l’inizio dell’attività dei CAF per avere un supporto in casi di dubbi almeno in questa prima compilazione.

Tempi più lunghi
Anche una volta che i CAF avvieranno la loro attività, inoltre, bisognerà considerare che la procedura per ottenere l’ISEE è ora più complessa, in quanto l’attestazione non viene più rilasciata direttamente dal CAF, ma segue questo iter:

    1) Il cittadino compila assieme al CAF la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) in cui vengono inserite tutte le informazioni necessarie relative, tra l’altro, al nucleo familiare, alla eventuale condizione di disabilità del dichiarante, al patrimonio mobiliare e immobiliare, ai redditi (compresi quelli esenti da imposta) e ad eventuali trattamenti previdenziali o assistenziali ricevuti da enti diversi dall’INPS (si veda qui le importanti specificazioni che riguardano, su questo punto, le persone con disabilità).

    2) Il CAF rilascia una ricevuta che attesta la presentazione della DSU e invia la dichiarazione all’INPS (deve farlo entro 4 giorni)

    3) Entro 4 giorni dal ricevimento della DSU l’INPS acquisisce i dati che mancano dall’anagrafe tributaria (Agenzia delle entrate) e li unisce a quelli in suo possesso.

    4) Entro 2 giorni dall’acquisizione dei dati tributari l’INPS predispone l’ISEE e lo invia al CAF, in caso di delega, o lo rende direttamente disponibile per il cittadino sul sito internet dell’INPS.

Pertanto, se vengono rispettati i termini dichiarati, l’ISEE è disponibile 10 giorni dopo la presentazione della DSU.

In caso di necessità basta la ricevuta della DSU
In caso di imminente scadenza dei termini per l’accesso ad una prestazione sociale agevolata, i cittadini possono comunque presentare la relativa richiesta accompagnata dalla ricevuta di presentazione della DSU. L’Ente erogatore potrà acquisire successivamente l’attestazione relativa all’ISEE interrogando il sistema informativo ovvero, laddove vi siano impedimenti, richiedendola al dichiarante.

L’attestazione provvisoria
Allo stesso modo, nel caso in cui trascorrano 15 giorni lavorativi dalla data di presentazione della DSU senza che il dichiarante abbia ancora ricevuto l’attestazione ISEE, è possibile compilare un apposito Modulo integrativo per autodichiarare i dati per il calcolo dell’ISEE ed ottenere un’attestazione provvisoria, valida fino al momento del rilascio dell’attestazione precedentemente richiesta.

Per approfondire
Chi volesse approfondire la materia o farsi un’idea di cosa richiede la nuova DSU, trova moduli e guide sul portale dell’INPS dedicato al nuovo ISEE, che è anche il punto di accesso per chi volesse procedere alla compilazione online.

Un utilissimo dossier sull’ISEE e le persone con disabilità è stato pubblicato da Carlo Giacobini sul sito Handylex.org, contiene un’analisi delle principali novità, fornendo anche alcune simulazioni utili a comprendere diverse situazioni.

Il documento di riferimento per le informazioni riportate qui sopra e per altre delucidazioni sul nuovo ISEE è la circolare INPS n.171 del 18 dicembre 2014.

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