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Esiste un percorso sanitario pensato e realizzato apposta per accogliere tempestivamente e correttamente chi subisce un trauma o ha una patologia alla spina dorsale.

Con tutti gli ospedali di rete è stato sottoscritto un protocollo di gestione della persona mielolesa.
Se io para-tetraplegico mi ammalo per cause diverse dalla mielolesione e devo andare all’ospedale, in che reparto sarò accolto?
In Urologia se ho problemi chirurgici, in Chirurgia Plastica se ho problemi specialistici e in Medicina d’Urgenza se ho problemi internistici. Sapranno come “gestirmi” senza procurarmi danni aggiuntivi? Il personale infermieristico dei tre reparti è stato appositamente formato e “sa” che cosa vuol dire mieloleso.

Il Comitato per la realizzazione del D.I.F.U.S. (Dipartimento Interaziendale Funzionale dell’Unità Spinale) ha cercato e dato risposte alle nostre più importanti domande di salute. Analizziamo assieme al dottor Paolo del Fabro, Direttore della Chirurgia Vertebro Midollare (Ospedale S.Maria Della Misericordia, Udine) i quattro obiettivi che, come Coordinatore del DIFUS in carica per un anno, aveva stabilito di raggiungere entro il 2007.

Il primo obiettivo che ci siamo posti al momento della costituzione del Difus è stato proprio la definizione del percorso clinico dagli altri ospedali della Regione al Difus, Chirurgia Vertebro Midollare di Udine, con l’adozione di opportuni protocolli. Questo percorso deve saper raccogliere in ogni punto della Regione le persone con lesione al midollo spinale, sia esso da trauma o da malattia, ed avviarla al Dipartimento dell’Unità Spinale. Questo obiettivo è stato raggiunto, è operativo: con tutti i colleghi degli ospedali di rete sono state fatte ripetute, opportune riunioni, è stato sottoscritto un protocollo di gestione della persona mielolesa. Il percorso è funzionante, con l’avvertenza che qualora qualcosa non dovesse andare perfettamente si interverrà in itinere per correggere, migliorare come solo l'esperienza sul campo ci saprà insegnare.

Il secondo obiettivo si sostanziava nella individuazione di tre aree di accoglienza, presso l’Ospedale Santa Maria della Misericordia: chirurgica, medica e specialistica, adatte alla assistenza medica ed infermieristica delle persone con mielolesione che abbiano necessità di ricovero ospedaliero per episodi clinici acuti diversi da cause legate alla mielolesione ( addome acuto, infarto, fratture …).Anche questo secondo obiettivo è stato raggiunto.I reparti individuati sono: l’Urologia per i problemi chirurgici , la Chirurgia Plastica per problemi specialistici e la Medicina d’Urgenza per problemi internistici. Il personale di questi reparti ha fatto corsi di formazione e aggiornamento. Sono stati inoltre realizzati posti letto e strutture adeguati. Si deve tenere presente che all’atto del ricovero di una persona mielolesa si attiva l’Istituto della consulenza infermieristica che allerta il Dipartimento dell’Unità Spinale, quindi con la garanzia del collegamento costante con la Chirurgia Vertebro-Midollare che in qualsiasi momento può fornire supporti di qualsiasi natura. Non solo, viene allertato anche il Reparto di Riabilitazione e Rieducazione Funzionale presso il Gervasutta, in modo tale che se nell'iter di guarigione della persona dovesse rendersi necessario un periodo di riabilitazione non ci siano problemi perchè ogni cosa è stata predisposta. Sono soluzioni già operative per le quali vale quanto detto sopra: sono percorsi che vanno “testati” alla prova dei fatti per essere migliorati, perfezionati.

Il terzo obiettivo: il dottor Agostino Zampa ha fatto un riassunto della attività svolta per la “Elaborazione delle procedure di attivazione del D.I.F.U.S. per gli utenti mielolesi residenti nel territorio, che necessitano di valutazione ed eventuale ricovero ospedaliero per episodi clinici acuti”. Il gruppo di lavoro interaziendale ha individuato nella telemedicina una modalità utile per facilitare il contatto tra i disabili da mielolesione e gli operatori sanitari, per cui si è ritenuto, come noto, di procedere alla realizzazione di “un progetto sperimentale di telemedicina”. Nel caso specifico si tratterebbe di attivare una comunicazione informatica che coinvolga contemporaneamente la persona con disabilità, il MMG (Medico di Medicina Generale) e l’equipe sanitaria che ha seguito il paziente durante la fase acuta e di riabilitazione intensiva. Per il raggiungimento di questo obiettivo il Gruppo di lavoro è stato integrato con il dr. Vincenzo Della Mea del Dipartimento di Informatica della Università degli Studi di Udine e di due dottorandi in tecnologia informatica. In seguito si è proceduto a definire i primi 3 step per il raggiungimento dell'obiettivo, che sono così sintetizzabili :

  1. individuazione di 12 persone con tetra o paraplegia residenti nel Friuli Venezia Giulia ed interessate alla sperimentazione in accordo con l’Associazione tetra-paraplegici del FVG.
  2. adesione formale del Centro regionale di Formazione per l' Area delle Cure primarie al fine di realizzare la collaborazione dei Medici di Medicina Generale.
  3. assicurazione da parte dell'INSIEL del supporto tecnologico informatico.

Dopo il raggiungimento di questi obiettivi si è proceduto a :

  1. individuare nel dr. Marcello Gallai il medico referente dei MMG;
  2. contattare con visite domiciliari i singoli pazienti per valutare la loro dotazione informatica e la presenza di eventuali problemi ergonomici;
  3. organizzare una prima fase sperimentale della durata di circa 6-8 mesi che coinvolge le 12 persone mielolese ed i loro Medici di famiglia.

Il quarto obiettivo riguarda l’aggiornamento e la formazione continui e obbligatori per tutto il personale afferente al Dipartimento dell’Unità Spinale.

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